Raphaël Pierre-Bianchetti: l'anima del vino a Cauro

Raphaël Pierre Bianchetti
Dans les pas de Sylvie
Articolo redatto da
L’œil de nos experts : dans les pas de Sylvie

Sylvie, Product Manager e appassionata viaggiatrice, progetta i nostri tour sulla base dei suoi viaggi, con l'occhio di una viaggiatrice appassionata che conosce il territorio e sa come tirare fuori il meglio dalle esperienze delle persone.

Raphaël Pierre-Bianchetti: L'anima di u vinu in Cavru

Sommelier e fondatore di AUTOUR DU 20, Raphaël Pierre-Bianchetti ha un approccio al vino tanto sensibile quanto educativo. Dagli anni di formazione a Roma alla qualifica di Master Sommelier, questo amante dei terroir corsi si dedica oggi a trasmettere le sue conoscenze. Tra laboratori di degustazione e incontri con i produttori, esplora instancabilmente il legame invisibile tra vino, territorio ed emozioni.


Per Raphaël, il ruolo del sommelier va oltre la mera tecnica: è soprattutto un lavoro per il cuore. "Il mio ruolo è rendere felice il cliente", confida. Il suo segreto? Creare un'alchimia perfetta tra il piatto e il bicchiere, un'armonia capace di trasportare il degustatore. E la sua ricerca del piacere non si ferma al vino: anche per chi non beve alcolici, è pronto a proporre abbinamenti altrettanto vivaci.


Se volete scoprire il suo mondo a Cauro, dimenticate le conferenze. Raphaël vi invita a partecipare a una divertente esperienza di immersione: ilWine Escape Game.


Come noi, berrete le sue parole... e forse, a vostra volta, scoprirete che il vino è prima di tutto un incontro.

1. Patrimonio e trasmissione

  • stato il primo ricordo che le ha fatto capire che il vino avrebbe fatto parte della sua vita? Mio padre è originario di Tours e mia madre della Corsica, quindi sono cresciuto tra i vigneti della tenuta di famiglia. Poi sono andato a Corte a studiare, ma ogni estate tornavo a lavorare nella tenuta di Clos Capitoru. È stata questa atmosfera e questa eredità familiare a indirizzarmi verso la mia strada.
  • Perché ha scelto di trasmettere le sue conoscenze con L'École du 20? Sommelier dal 2000, ho deciso di tornare in Corsica nel 2003 con il desiderio di costruire un progetto personale. Per me la condivisione e la trasmissione del sapere sono valori profondamente radicati, nobili e gratificanti. Attraverso L'École du 20, accompagno i giovani - provenienti dal continente e dalle isole - in un corso di 14 mesi per diventare sommelier. Il mio obiettivo è quello di dare loro le chiavi della professione, con un approccio diverso dalla scuola tradizionale, più pratico e innovativo.

    2. L'emozione del vino

  • Lei parla spesso del vino come di una forma di espressione simile alla musica. Può spiegarci meglio? Per me il vino e la musica hanno un linguaggio comune: quello dell'emozione. Spesso usiamo le stesse parole per descrivere questi due mondi. Parliamo della vivacità di un brano musicale come di un vino, dell'armonia di una struttura o della precisione di un accordo. Che si tratti di una nota musicale o di una nota di lampone, il processo è lo stesso: cerchiamo equilibrio e risonanza. È questa dimensione artistica che mi affascina.
  • C'è una bottiglia che ha segnato la sua vita al punto da cambiare il suo modo di vedere il vino? Assolutamente sì. È stato un momento di grazia con uno Château Haut-Brion del 2006, un Grand Cru di Bordeaux. Quando l'ho incontrato aveva circa quindici anni, l'età della piena maturità. Ricordo un'emozione infinita. Per darvi un'idea della sua profondità, la sola fase olfattiva durò sei o sette minuti, ancor prima di portare il vino in bocca. Il bouquet era incredibilmente complesso e persistente.

    3. La degustazione

  • Qual è il suo vino preferito? Dipende dal momento e da chi! - In inverno, accanto al fuoco in buona compagnia, solo due persone, un Muscat du Cap Corse profondo, ben orchestrato, morbido e opulento. I nostri Moscati sono vini unici e senza tempo. - Un rosé fresco, facile da digerire, floreale, con note agrumate e vivaci, all'ombra di una quercia in estate con la famiglia e gli amici.

4. Territorio e identità

  • Cosa rende diverso un vino corso? Più di ogni altro paragone, è la sua identità che lo distingue. Da diversi decenni, la viticoltura corsa punta sulla qualità, grazie ai suoi vitigni e ai suoi terroir. La sua ricchezza si basa su una grande diversità geologica, che dà origine a vini di carattere: bianchi a volte leggeri e a volte più strutturati, rosati delicati e aromatici, e rossi eleganti e decisi. Una gamma completa di vini per tutti i gusti.
  • Come si sta adattando il terroir della Corsica alle sfide del cambiamento climatico? Abbiamo avuto dei bei momenti, con 30.000 ettari di vigneto in passato, contro i circa 6.000 di oggi. Ma questa concentrazione ci ha permesso di rifocalizzarci sulla nostra identità. Oggi, di fronte ai cambiamenti climatici, abbiamo una grande risorsa: il nostro patrimonio genetico. Stiamo riscoprendo una trentina di vecchi vitigni naturalmente adattati al caldo. Tra questi lo Sciaccarellu, cugino della Toscana, il Niellucciu e il Vermentinu.

    5 Terres Esperienze e panorami di oggi

  • Se i nostri lettori volessero incontrarla a Cauro, quale laboratorio consiglierebbe? Per scoprire il mio mondo a Cauro, consiglierei sicuramente il nostro **Escape Game**. La sfida? Meno di un'ora per risolvere gli enigmi e identificare i campioni misteriosi per arrivare finalmente alla "bottiglia meritata". Un modo innovativo e divertente per imparare l'enologia. Ci piace anche organizzare eventi su misura (Team Building, EVJF, EVG) nella nostra sala di degustazione o nelle aree esterne.
  • Quali sono i problemi che l'industria del vino deve affrontare oggi? L'industria del vino sta attraversando una fase di fragilità legata ai cambiamenti di comportamento. I consumi sono in calo, a causa della maggiore consapevolezza dei problemi di salute, dei rischi legati all'alcol e delle nuove aspettative sociali. In questo contesto, i produttori devono adattarsi a una domanda in evoluzione, più selettiva e occasionale.
  • Qual è il modo migliore per scoprire il vino in Corsica? Ristoranti, enoteche e wine bar offrono un primo approccio, ma l'esperienza più autentica è quella di incontrare i produttori: l'isola conta quasi 150 aziende indipendenti, molte delle quali accolgono i visitatori per degustazioni nel cuore dei terroir

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